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Skywards Dubai International Jazz Festival

La musica si libra nel cielo di Dubai. Di edizione in edizione acquista sempre più charisma, grazie ai grandi musicisti che vi partecipano sempre più numerosi, ma anche ad un'impeccabile organizzazione

Skywards Dubai International Jazz Festival | © Elhajis

Quando nel 2003 è nato Skywards Dubai International Jazz Festival, per tutta l'area mediorientale ha rappresentato una vera e propria novità sotto molti punti di vista, primo fra tutti quello artistico. In una regione in continua evoluzione, popolata da etnie dalle culture più diverse, la musica incarna il più efficace punto di unione, la lingua comune che tutti parlano e comprendono.

A conferma della sua straordinaria forza, negli ultimi anni si sta registrando un costante incremento nella quantità di concerti tenuti in Medioriente, con particolare spicco degli Emirati Arabi.  

Felice intuizione, dunque, della direzione e dello staff di Chillout Productions, formato (e poteva essere altrimenti?) da grandi appassionati di musica, con speciale predilezione per il jazz: effettivamente c'era una gran vuoto nell'area, che andava senza dubbio colmato. Un vuoto anche di mercato, laddove invece le potenzialità erano elevate e oramai mature. Alla Chillout Productions Hanno così condotto una ricerca di gruppo per due anni, sviluppando al termine il progetto Much more than jazz ("Molto più che jazz"), che ha dato vita al primo Dubai International Jazz Festival, trasformatosi immediatamente in un evento annuale di grande spessore artistico, frequentato dai più grandi musicisti internazionali di jazz, rock, funk, swing, fusion, blues e musica contemporanea. La location prescelta, Dubai Media City, si è dimostrata sede ideale per la gran quantità di pubblico accorso (ca. 8.000 persone), risultato particolarmente rilevante, considerato che si trattava di un evento alla sua prima edizione.

Il secondo anno (2004), il festival ha raddoppiato il suo pubblico (15.000 persone), toccando i 18.000 nella terza edizione del 2005. Man mano che lo spessore del Festival cresceva, anche l'area in cui si svolgeva si ampliava sempre più, fino a "conquistare" l'intera superificie di Dubai Media City, grazie alla maggior quantità di palchi e di spettacoli giornalieri. Anche il quarto anno, il 2006 ha confermato la tendenza al rialzo, con un buon 20% d'incremento nel pubblico, accompagnato, come di consueto, dalla partecipazione di ulteriori, importanti star internazionali, che ha creato una "scia" positiva nei confronti degli Emirati Arabi anche per il resto dell'anno. Il cartellone di spettacoli di Dubai si è infatti arricchito dei più grandi nomi, che includono oramai costantemente la metropoli UAE nelle loro tournée internazionali. Anche i risultati dell'edizione 2007 sono estremamente positivi, vista la partecipazione di oltre 25.000 fans provenienti, oltre che dalla Penisola Arabica stessa, anche da molti altri Paesi mediorientali e dall'Europa. Un successo dai contenuti artistici sempre più consistenti. Le ulteriori, più recenti edizioni hanno consolidato i propri numeri e rafforzato l'appeal internazionale della manifestazione. 

Tra i tanti grandi artisti che a tutt'oggi vi hanno preso parte, val la pena citarne almeno alcuni: Billy Cobham, i TOTO, Dee Dee Bridgewater, Jamie Cullum, Mike Stern, gli Earth, Wind & Fire, John Legend, Peter Cincotti, James Blunt, Jonathan Butler, Spyro Gyra, Sarah Mitchell, Lizz Wright,l'Electric Light Orchestra, i Kool & The Gang, Roger Hodgson, Jean-Luc Ponty, Chico Freeman, Archie Shepp, Jamie Davis, Peter King, Stanley Jordan, Randy Brecker, Toufic Farroukh e molti, moltissimi altri.

La stessa Casa produttrice, la Chillout Productions, in contemporanea al lancio del Dubai International Jazz Festival ha lanciato anche l'Abu Dhabi International jazz festival e l'Annual Abu Dhabi Latin Music Festival, anche questi confermatisi come punti di riferimento dell'area mediorientale per la musica mondiale di qualità.

Oltre alle due ulteriori manifestazioni, un altro evento con la stessa matrice si è inoltre affermato da anni negli Emirati Arabi: i recital della durata di tre giorni ciascuno 2 volte al mese. Si tratta di spettacoli musicali che coprono non solo la sfera del jazz e della musica latino-americana, bensì anche molti altri generi, con l'unico denominatore comune della qualità.

L'ultima edizione dello Skywards Dubai International Jazz Festival ha avuto luogo presso l'Anfiteatro del Dubai Media City. Il ricco calendario degli artisti ha visto tra gli altri on the stage: John Legend, Peter Cincotti, James Blunt, Jonathan Butler, Spyro Gyra, Sarah Mitchell, Lizz Wright e Mike Stern.


Immagine per gentile concessione di Elhajis